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Differenza tra LEDwall, Videowall e Maxischermo:
Guida Ingegneristica a Sinonimi e Configurazione.

Dalle matrici a diodi diretti senza cornici ai videowall LCD, dai Jumbo Screen per stadi ai display programmabili: guida completa all'anatomia dei cabinet, alle formule di calcolo 16:9 e al corretto dimensionamento elettrico e ottico.

Nel mercato della comunicazione visiva e dell'ingegneria dei display, vocaboli come LEDwall, videowall, maxischermo, schermo a LED, jumbo screen e display pubblicitario programmabile vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile come sinonimi generici. Dal punto di vista della metrologia ottica, della fisica dei semiconduttori e della normativa impiantistica, essi descrivono invece tecnologie, architetture costruttive e destinazioni d'uso profondamente distinte.

Una superficie LED a emissione diretta è composta da moduli magnetici su cabinet in alluminio pressofuso, progettati per assicurare un'immagine monolitica a giunzione zero (0 mm), un grado di protezione IP elevato (fino a IP66) e una luminanza fino a oltre 8.500 Nit. Al contrario, un videowall LCD resta un mosaico di monitor bordati da cornici perimetrali con retroilluminazione indiretta.

Confondere queste tecnologie in fase di redazione di un capitolato d'appalto o di richiesta di preventivo porta a formulare specifiche non confrontabili, con il rischio di acquistare monitor non visibili alla luce del giorno o maxischermi sovradimensionati per la distanza di visione effettiva (per un approfondimento decisionale in ambito aziendale, consulti anche la nostra guida ai 7 consigli per scegliere il miglior videowall LED per il business).

1 · Tavola sinottica: le cinque tecnologie visive a confronto

Tecnologia Superficie Visiva Luminosità Tipica Cornici / Bezel Destinazione d'Uso Principale
LEDwall a Diodi Diretti (SMD / COB) Modulare continua, qualsiasi dimensione e formato (16:9, 32:9, curvo, 90°) 1.000 – 4.000 Nit (Indoor)
5.000 – 8.500 Nit (Outdoor)
0 mm (Seamless / Zero giunzioni) Showroom, sale riunioni, retail, studi TV, facciate, concessionarie
Videowall LCD a Matrice Array di display 46" o 55" a griglia fissa (es. 2×2, 3×3 monitor) 500 – 700 Nit 0,88 – 3,5 mm (Cornici nere visibili che tagliano l'immagine) Sale controllo a luce attenuata, videosorveglianza, sale operative CCTV
Maxischermo / Jumbo Screen Grandi formati LED per visione a media e lunga distanza (da 20 a oltre 200 m²) 6.500 – 10.000 Nit 0 mm (Monolitico continuo) Stadi, arene, piazze, cartellonistica stradale DOOH su palo o traliccio
Televisore da Esterno (Outdoor TV) Pannello singolo LCD stagno a formato fisso (max 75"–85") 1.500 – 2.000 Nit Cornice singola TV con lastra frontale in vetro riflettente Dehor residenziali coperti, porticati privati (bassa leggibilità al sole diretto)
LED Display Programmabile / Insegna Pannello a messaggi alfanumerici a bassa risoluzione o grafica semplice 2.500 – 5.000 Nit Telaio fisso monolitico o a croce Messaggi informativi di testo, farmacie, tabelloni tariffe, orari bus

2 · Vocabolario tecnico completo: sinonimi e definizioni ufficiali

Per orientarsi con precisione tra capitolati e documentazione d'offerta, è fondamentale chiarire l'esatto significato dei termini d'uso comune:

  • LEDwall (o Video Wall a LED): Dispositivo di visualizzazione composto da cabinet modulari a diodi LED a emissione diretta. Non impiega cristalli liquidi né retroilluminazione: ogni singolo pixel genera autonomamente sia il colore sia l'intensità luminosa. L'unione fisica dei cabinet crea una superficie perfettamente complanare senza soluzione di continuità.
  • Videowall (LCD classico): Termine coniato negli anni '90 per descrivere una parete composta da molteplici monitor CRT o LCD affiancati. A causa delle cornici plastiche o metalliche (bezel), l'immagine complessiva risulta sempre suddivisa da un reticolo nero a croce.
  • Maxischermo: Sinonimo storico ampiamente diffuso in lingua italiana per indicare qualsiasi display di dimensioni imponenti (superiori a 10–15 m²), tipicamente installato all'esterno o in grandi spazi pubblici per raduni, concerti e trasmissione di eventi sportivi.
  • Jumbo Screen Displays: Denominazione internazionale e industriale attribuita ai maxischermi monumentali (generalmente oltre i 30–50 m²) impiegati in stadi olimpici, arene NBA, stazioni aeroportuali o torri pubblicitarie nelle metropoli (Times Square, Piccadilly Circus).
  • Display Pubblicitario LED (DOOH - Digital Out-Of-Home): Maxischermo installato a bordo strada o su facciate urbane, omologato per la riproduzione di spot pubblicitari digitali a rotazione. Deve obbligatoriamente rispettare l'Art. 23 del Codice della Strada in termini di luminanza notturna massima per evitare l'abbagliamento dei conducenti.
  • LED Display Programmabile / Tabellone Elettronico: Dispositivo compatto dedicato alla messaggistica di servizio (testo scorrevole, data, ora, temperatura, avvisi di pubblica utilità), programmabile tramite software dedicato, app Bluetooth, connessione 4G o protocolli industriali Modbus/RS-485.

3 · L'anatomia di un LEDwall: dal micro-chip alla matrice complessiva

Un maxischermo LED non viene fabbricato come una singola lastra indivisibile, ma rappresenta un sistema modulare gerarchico articolato su quattro livelli fisici:

  1. Il Pixel e il Package LED: L'unità fondamentale di emissione. Nei display a colori (Full Color RGB), ogni pixel è costituito da tre micro-diodi semiconduttori (Rosso, Verde, Blu). Nella tecnologia SMD (Surface Mounted Device), i tre die sono racchiusi in un package plastico miniaturizzato (es. SMD 1515, SMD 1921, SMD 2727) saldato a stagno sul circuito stampato. Nella tecnologia più avanzata COB (Chip on Board), i singoli die semiconduttori sono saldati direttamente sul rame del PCB e annegati in una resina epossidica trasparente antiurto, che offre un contrasto ottico superiore e un angolo di visione prossimo a 170°.
  2. Il Modulo LED (Matrice Elementare): La piastrella elettronica di base (misure standardizzate internazionali: 320 × 160 mm o 250 × 250 mm). Ospita la griglia di pixel, i connettori dati a pettine (HUB75) e i circuiti integrati Driver IC a corrente costante che pilotano le linee dei LED in scansione rapida (fino a 1/32 di scan rate). È agganciata magneticamente al telaio per consentire la manutenzione rapida frontale (front-service) in pochi secondi con utensile a depressione pneumatica.
  3. Il Cabinet (Telaio Portante o Tile): La cella meccanica strutturale in alluminio pressofuso (die-cast) o lega di magnesio ultraleggera (misure tipiche: 500 × 500 mm, 500 × 1.000 mm, 640 × 480 mm). All'interno del cabinet sono racchiusi: l'alimentatore switching a 5V a basso ripple, la scheda di ricezione (Receiving Card) e i cablaggi rapidi stagni per alimentazione (PowerCON) e segnale (EtherCON).
  4. La Matrice / LEDwall Completo: L'impianto finito, ottenuto assemblando i cabinet con serrature a perno rapido (fast-lock) e staffe strutturali di precisione, creando una parete visiva perfettamente piana, complanare e priva di qualsiasi cornice divisoria.

4 · Guida alla Configurazione: Formule per Risoluzione, Formato 16:9 e Distanza

La corretta configurazione ingegneristica di uno schermo a LED richiede il bilanciamento matematico di tre variabili: passo pixel (Pixel Pitch), distanza di visione e rapporto d'aspetto (Aspect Ratio).

📐 1. Formula della Distanza Minima di Visione (Acuità Visiva):

Distanza Minima Consigliata (metri) ≈ Pixel Pitch (mm) × 1,00
Distanza Ottimale Retinica (metri) ≈ Pixel Pitch (mm) × 1,50 – 2,00

Esempio: Un passo P2.5 (2,5 mm tra i pixel) offre una visione confortevole a partire da 2,5 metri; da 3,75 metri l'occhio umano medio non è più in grado di distinguere i singoli pixel, percependo l'immagine come una stampa fotografica uniforme. Il metodo completo per ricavare il passo dalla distanza reale degli spettatori è nella guida al calcolo del passo pixel in base alla distanza di visione.

📐 2. Formula della Risoluzione del Display:

Pixel Orizzontali = Larghezza Totale Schermo (mm) / Pixel Pitch (mm)
Pixel Verticali = Altezza Totale Schermo (mm) / Pixel Pitch (mm)

Esempio: Uno schermo da 4,00 × 2,50 metri (4.000 × 2.500 mm) con passo P2.5 avrà una risoluzione di:
• Orizzontale: 4.000 / 2,5 = 1.600 pixel
• Verticale: 2.500 / 2,5 = 1.000 pixel
• Risoluzione complessiva: 1.600 × 1.000 (1.600.000 pixel totali, con densità di 160.000 pixel/m²).

Come ottenere il formato nativo 16:9 senza distorsioni

La stragrande maggioranza dei contenuti multimediali (video promozionali, filmati TV, presentazioni PowerPoint e conferenze) è prodotta nel rapporto standard 16:9 (1,777:1), come Full HD (1920×1080) o 4K Ultra HD (3840×2160). Per evitare bande nere laterali (pillarbox) o tagli verticali (letterbox):

  • Con cabinet standard 500 × 500 mm: Il rapporto 16:9 esatto richiede una proporzione di 16 cabinet orizzontali e 9 verticali, pari a 8,00 × 4,50 metri (36 m²). Per formati più contenuti si utilizzano configurazioni proporzionali come 4,00 × 2,25 metri (impiegando mezze altezze con cabinet 500×250 mm) oppure matrici 7×4 cabinet (3,50 × 2,00 m, rapporto 1,75:1, con scarto inferiore all'1,5%).
  • Con cabinet nativi 16:9 (es. 600 × 337,5 mm o 640 × 360 mm): Ogni singolo cabinet possiede già la proporzione geometrica 16:9. In questo modo, qualsiasi matrice quadrata di cabinet (es. 2×2, 3×3, 4×4, 5×5) genera automaticamente uno schermo complessivo in 16:9 perfetto, consentendo di ottenere display Full HD nativi esatti a 110", 138", 165" o 220" con allineamento pixel-to-pixel privo di scaling.

5 · Schermi Giganti e Jumbo Screen: ingegneria per stadi, facciate e DOOH

Quando la superficie visiva supera i 20–30 m² e si colloca in ambito outdoor monumentale (stadi sportivi, arene per concerti, grandi piloni autostradali, facciate cieche di palazzi commerciali), il display entra nella categoria dei Jumbo Screen Displays.

La progettazione di uno schermo gigante a LED non è un semplice assemblaggio di pannelli, ma un'opera di ingegneria strutturale, elettrica e fluidodinamica che deve soddisfare rigorosi requisiti:

  • Calcolo strutturale e carico del vento (NTC 2018 / Eurocodice 1 UNI EN 1991-1-4): Una superficie opaca continua di 50 o 100 m² esposta all'aperto agisce come una gigantesca vela. In fase di progetto, un ingegnere strutturista abilitato deve calcolare le spinte cinetiche del vento (fino a pressioni di oltre 100–140 kg/m² per raffiche a 130 km/h), dimensionando fondazioni in cemento armato, micropali, tralicci portanti e bullonerie certificate in classe 8.8 o 10.9.
  • Cabinet alleggeriti a dissipazione termica passiva: Gli schermi giganti moderni adottano telai in lega di alluminio o magnesio pressofuso con pesi ridotti a 24–28 kg/m² (rispetto ai vecchi cabinet in ferro scatolato da 55–70 kg/m²). Il retro del cabinet è conformato ad alettatura termica per consentire lo smaltimento del calore generato da driver e alimentatori senza l'ausilio di ventole elettromeccaniche, eliminando i punti di usura meccanica e prevenendo infiltrazioni di polveri e umidità salina (grado di protezione IP66 reale).
  • Ridondanza di alimentazione e segnale (Loop Redundancy): Negli stadi e nelle arene broadcast non è ammissibile che il guasto di un singolo cavo o alimentatore spenga una porzione di schermo. I circuiti dati vengono cablati ad anello chiuso (dual Gigabit loop con fibra ottica): in caso di interruzione fisica di un collegamento, il flusso video commuta istantaneamente sulla linea di riserva entro un singolo frame.
  • Calibrazione fotometrica ad altissima luminanza: Per contrastare il riverbero della luce solare perpendicolare di mezzogiorno, uno schermo gigante outdoor deve erogare tra 6.500 e 8.500 Nit effettivi, garantendo un punto di bianco rigorosamente tarato a 6.500 Kelvin (D65) e un refresh rate non inferiore a 3.840 Hz per consentire le riprese televisive 4K slow-motion senza sfarfallii (flicker) né righe di scansione.

6 · Televisori da esterno vs Schermi LED outdoor: quale scegliere per dehor e hospitality?

Titolari di ristoranti, beach club, hotel, circoli sportivi e dehor commerciali si trovano frequentemente di fronte al dilemma: installare uno o più televisori da esterno (Outdoor TV) oppure un LEDwall da esterno compatto?

La comparazione tecnica ed economica evidenzia differenze sostanziali:

Parametro Tecnico Televisore da Esterno (LCD / QLED) Schermo LED Outdoor (LEDwall Diretto)
Luminosità Massima 1.500 – 2.000 Nit (visibilità compromessa sotto sole battente) 5.000 – 7.500 Nit (perfetta visibilità anche in pieno sole)
Riflessi Superficiali Lastra frontale in vetro: crea riflessi specchiati evidenti Maschera opaca antiriflesso senza vetro
Dimensioni Disponibili Formati fissi singoli limitati (55", 65", 75", max 85") Modulari continue su misura (100", 130", 160", 200"+)
Cornici / Bezel Cornice televisiva presente; impossibile affiancare più TV senza tagli Zero cornici (0 mm), superficie monolitica
Riparabilità in Caso di Danno Pannello monolitico sigillato: in caso di rottura si sostituisce l'intera TV Riparazione modulare: sostituzione o riparazione a livello di singolo modulo/chip
Vita Utile Stimata 30.000 – 40.000 ore 100.000 ore (oltre 11 anni h24)

Per dehor coperti con visuale ravvicinata inferiore a 2 metri e budget iniziale contenuto, un display TV da esterno può rappresentare una soluzione temporanea. Tuttavia, quando l'obiettivo è intrattenere la clientela con partite, eventi sportivi o video commerciali in pieno giorno senza riflessi specchiati, un LEDwall compatto da 100" a 150" con passo P2.5 o P3.0 outdoor offre un impatto scenico ineguagliabile e una durata nel tempo nettamente superiore.

7 · Display LED programmabili e insegne: dall'alfanumerico al video dinamico

I classici display LED programmabili (detti anche insegne a LED o tabelloni a messaggio variabile) hanno rappresentato per decenni la prima forma di digital signage urbano: matrici monocromatiche rosse, ambra o verdi utilizzate per mostrare scritte scorrevoli, date, orari o tariffe.

Oggi questa tecnologia è stata ampiamente superata dai LEDwall Full Color grafici. Un moderno schermo pubblicitario per vetrina o facciata unisce le funzioni del display programmabile alla qualità di uno schermo broadcast:

  • Riproduzione Multimediale Completa: Visualizza non solo scritte e avvisi testuali, ma video animati 4K, spot pubblicitari, loghi 3D e dirette streaming.
  • Programmazione Cloud Remota: Tramite piattaforme come NovaStar VNNOX o il sistema proprietario VeroLED Fleet Monitor PRO, il palinsesto viene pianificato da qualsiasi computer o smartphone, con aggiornamenti istantanei di orari, offerte commerciali e campagne promozionali.
  • Conformità all'Inquinamento Luminoso: I display moderni integrano sensori ottici crepuscolari che abbassano automaticamente la luminosità nelle ore notturne (sotto i 150–250 Nit), garantendo il pieno rispetto dell'Art. 23 del Codice della Strada e delle leggi regionali contro l'abbagliamento dei guidatori.

8 · Dimensionamento elettrico e consumi in bolletta

Nella progettazione impiantistica di un maxischermo o di un LEDwall è essenziale non confondere il consumo massimo di targa con il consumo medio effettivo:

  • Potenza di Picco (Consumo Massimo): Si verifica quando lo schermo visualizza un'immagine completamente bianca al 100% della luminosità nominale. I valori tipici sono di 500 – 800 W/m² per display indoor e di 800 – 1.200 W/m² per display outdoor. Questo dato è prescritto dalla normativa CEI per il dimensionamento degli interruttori magnetotermici-differenziali di quadro, della sezione dei cavi di alimentazione in rame e dell'eventuale fornitura trifase.
  • Consumo Medio Operativo Reale: Durante la normale riproduzione di filmati commerciali, spot e grafiche a colori, i diodi lavorano a intensità parziali e molteplici pixel scuri restano spenti o a basso assorbimento. Il consumo reale in bolletta è pari al 30% – 40% del valore di picco (circa 180 – 300 W/m² per indoor, 300 – 450 W/m² per outdoor).

Grazie alla tecnologia a catodo comune (Common Cathode) e alla regolazione dinamica della luminosità telemetrica tramite sensore crepuscolare, i sistemi VeroLED consentono di abbattere l'assorbimento termico ed elettrico fino a un ulteriore 35%, riducendo sensibilmente i costi operativi (OPEX) nell'arco dell'intero ciclo di vita dell'impianto.

9 · Il sistema di controllo: Processori video, Sending Card e Telemetria

La gestione del segnale video si basa su architetture hardware dedicate a zero latenza e altissima velocità di refresh:

  • Ecosistema NovaStar (standard industriale mondiale): Utilizza schede di trasmissione all-in-one con media player integrato (come la serie Taurus TB30/TB60 con connettività 4G e Wi-Fi) per impianti pubblicitari stand-alone, oppure i processori video NovaStar VX400, NovaStar VX600 e NovaStar VX1000 per eventi, teatri e sale conferenze con ingressi HDMI, DisplayPort e SDI.
  • Piattaforme di Controllo Remoto VNNOX e Fleet Monitor PRO: Consentono la gestione centralizzata di intere reti di maxischermi, con diagnostica remota continua su temperatura delle receiving card, tensioni degli alimentatori switching, integrità delle linee dati e pubblicazione programmata dei palinsesti pubblicitari.
  • Colorlight e Brompton Technology: Sistemi di calibrazione cromatica a 16-bit e 22-bit dedicati alle produzioni cinematografiche con Virtual Production (XR Studio) e ai grandi palcoscenici broadcast.

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FAQ · GUIDA TECNICA8 risposte verificate

Domande frequenti

01Quali sono le differenze tra Schermi LED e Video Wall LCD?
La differenza risiede nel principio fisico di emissione luminosa e nell'architettura ottica. Uno Schermo LED (LEDwall) è composto da diodi semiconduttori diretti (SMD o COB): ogni pixel emette luce in modo autonomo, garantendo zero cornici (0 mm di giunzione tra cabinet, per una superficie continua), luminosità da 1.000 a 8.500 Nit (visibile anche sotto la luce solare diretta), contrasto infinito e oltre 100.000 ore di vita utile senza rischio di burn-in. Un Video Wall LCD tradizionale è invece un reticolo di monitor a cristalli liquidi con retroilluminazione edge-LED o direct-LED: presenta sempre una cornice perimetrale fisica (bezel da 0,88 a 3,5 mm) che taglia grafiche e testi, luminosità limitata (500–700 Nit, idonea solo per ambienti interni poco illuminati), degrado della lampada in 40.000–50.000 ore e rischio di stampaggio dell'immagine sui contenuti statici.
02Quali sono i sinonimi di LEDwall e come si configura un maxischermo?
Nel settore audiovisivo e commerciale, i termini "LEDwall", "Schermo LED", "Video Wall a LED", "Maxischermo", "Pannello LED modulare" e "Tabellone LED" sono spesso usati come sinonimi per indicare una superficie visiva a emissione diretta priva di cornici. La configurazione ingegneristica di un maxischermo segue 5 parametri precisi: 1) scelta del passo pixel (Pixel Pitch in mm) in base alla distanza minima di visione calcolata come Pitch × 1.000 (es. P2 per 2 metri); 2) dimensionamento geometrico in cabinet standard (es. 500×500 mm o 640×480 mm) per raggiungere il rapporto nativo 16:9; 3) calcolo dei pixel totali per verificare la saturazione delle porte Gigabit del processore; 4) dimensionamento elettrico con potenza di picco per l'impianto (600–1.200 W/m²) e consumo medio reale (200–450 W/m²); 5) configurazione del controller video (sending card NovaStar o Colorlight) con mappatura delle schede riceventi interne.
03Cosa sono i Jumbo Screen Displays e gli schermi giganti a LED?
I "Jumbo Screen Displays" (o schermi giganti a LED) sono maxischermi di superficie superiore ai 20–30 m², fino a oltre 100–300 m², progettati specificamente per stadi, arene sportive, facciate monumentali di edifici e circuiti DOOH (Digital Out-Of-Home). A differenza dei display per interni, uno schermo gigante richiede: 1) cabinet alleggeriti in lega di alluminio o magnesio pressofuso (24–28 kg/m²) con dissipazione termica passiva senza ventole rumorose; 2) conformità strutturale alle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018 / Eurocodice 1) per sopportare le raffiche di vento fino a oltre 120 km/h; 3) luminosità di picco di 6.500–10.000 Nit con regolazione automatica tramite sensore crepuscolare; 4) circuiti di ridondanza dual-loop (alimentazione e segnale video in fibra ottica).
04Cosa sono i LED display programmabili e le insegne LED per esterni rispetto a un vero LEDwall?
I "display LED programmabili" storici e le insegne LED per esterni sono matrici a bassa densità (spesso monocromatiche, bicolore o con font alfanumerici a scorrimento) utilizzate per mostrare messaggi testuali, prezzi dei carburanti, orari o croci farmaceutiche. Un moderno "LEDwall per esterni" è invece un display video Full Color RGB ad alta definizione (scansione video dinamica, scala di grigi a 16–22 bit, frequenza di refresh da 3.840 Hz a 7.680 Hz): non si limita al testo, ma riproduce spot commerciali ad alta risoluzione 4K, video promozionali fluidi e palinsesti cloud gestiti da remoto via VNNOX o Fleet Monitor PRO, rispettando i limiti di luminanza notturna fissati dall'Art. 23 del Codice della Strada.
05Qual è la differenza tra un televisore da esterno e uno schermo LED outdoor per dehor e locali?
Un "televisore da esterno" (Outdoor TV) è un televisore a cristalli liquidi (LCD/QLED) inserito in un telaio stagno: presenta una luminosità limitata (1.500–2.000 Nit), superficie in vetro che genera forti riflessi sotto il sole estivo, formati massimi di 75" o 85" e costi sproporzionati che possono superare i 6.000–10.000 € per singolo apparecchio, con impossibilità di riparazione in caso di rottura del cristallo. Uno "Schermo LED outdoor" (LEDwall a emissione diretta) offre invece luminosità da 5.500 a 7.500 Nit, superficie opaca antiriflesso senza lastra di vetro, formati modulari continui da 100", 130", 160" fino a 200"+ senza cornici, grado di protezione IP65/IP66 e riparabilità a livello di singolo modulo magnetico senza sostituire l'intero display.
06Cosa si intende per Modulo, Cabinet e Matrice in un maxischermo LED?
Il Modulo LED è la piastrella base (composta da PCB, chip LED SMD o COB e driver IC a corrente costante, tipicamente di dimensioni 320×160 mm o 250×250 mm). Il Cabinet (o telaio portante) è la struttura in alluminio pressofuso (es. 500×500 mm o 640×480 mm) che assembla 4–8 moduli, l'alimentatore switching a 5V e la scheda ricevente (receiving card). La Matrice o LEDwall è l'intero schermo finale ottenuto agganciando rigidamente ed elettricamente tra loro molteplici cabinet.
07Che differenza c'è tra risoluzione, matrice e formato 16:9 nel vocabolario dei maxischermi?
Sono tre termini distinti, spesso usati come sinonimi a sproposito. La risoluzione è il numero di pixel del display e si ottiene dividendo la dimensione fisica in millimetri per il passo pixel: uno schermo largo 3.840 mm con passo P2 ha 1.920 pixel di base, cioè il Full HD. La matrice non sono i pixel ma i cabinet, contati in orizzontale e in verticale. Il formato 16:9 è il rapporto d'aspetto della superficie: per ottenerlo senza bande nere né tagli anamorfici la matrice deve rispettare quella proporzione (16 × 9 cabinet da 500×500 mm, cioè 8,00 × 4,50 metri), oppure si impiegano cabinet già nativi 16:9 (600×337,5 mm o 640×360 mm). Per eseguire il conto sulle Sue misure usi il configuratore LEDwall, che restituisce risoluzione, formato e pixel totali in tempo reale.
08Il modo di pilotare lo schermo cambia fra un ledwall, un videowall LCD e un maxischermo?
Sì, ed è una delle differenze che non si vedono guardando lo schermo spento. Un videowall LCD è una fila di monitor: ognuno riceve il proprio segnale da una matrice video o in cascata via DisplayPort, e il computer li vede come più uscite. Un ledwall non ha monitor da pilotare: la superficie è una sola, e il segnale passa da un controller di invio alle schede riceventi dentro i cabinet, attraverso cavi di rete. Il maxischermo outdoor usa la stessa catena del ledwall, con in più la telemetria che ne sorveglia temperatura e luminosità a distanza. La conseguenza pratica: su un videowall si sostituisce un monitor, su un ledwall si sostituisce un modulo e lo si ricalibra sul lotto. Come è fatta quella catena — quale controller regge quanti pixel, le porte Gigabit, la ridondanza ad anello — è spiegato nella guida ai controller NovaStar per ledwall.

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